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Sintomi e soluzioni: Il malessere dei medici di base si cura con l’informatica

Sintomi e soluzioni: il malessere dei medici di base si cura con l’informatica

Sono giorni di fermento per gli ambulatori dei medici di base, per i relativi sindacati e per la politica, chiamata a contenere la potenziale esplosività di questa situazione prettamente sociale.

Da nord a sud infatti, la penisola è caratterizzata dai malumori dei professionisti sanitari di base, sfiancati da due anni di pandemia. Se a Milano i medici hanno firmato una lettera congiunta, indirizzata al ATS, denunciando la solitudine, la mole di lavoro e l’incredibile aumento di scartoffie burocratiche, a Napoli già l’esiguo numero di professionisti che ha aderito al sistema di vaccinazione dimostra la stanchezza e il bisogno di tutele della categoria.

Il malcontento dei medici di base è il sintomo della cattiva salute del SN

Le voci dei professionisti sono forti e numerose, tanto che hanno suscitato la risposta della politica, che si è trovata a dover ammettere i limiti del sistema sanitario nazionale, nella speranza di placare gli animi in vista dello sciopero di primi di marzo. Così Speranza ha cercato di mostrare empatia alla categoria, proponendo una soluzione multifattoriale: “la pandemia ha reso evidenti almeno tre limiti della nostra sanità: il ritardo nel sapersi adeguare ai bisogni di una popolazione che invecchiando ha fatto esplodere le malattie croniche, il deficit digitale e una crescita delle diseguaglianze nell’accesso ai Lea, i livelli essenziali di assistenza, che sono su valori non adeguati al Sud. Ma ora abbiamo l’opportunità di trasformare la più dura emergenza sanitaria del dopoguerra in una grande opportunità di ammodernamento e rafforzamento della nostra sanità pubblica”.

Nella speranza che le richieste legittime dei medici siano non solo ascoltate, ma anche accolte e corrisposte praticamente, bisogna notare che ad oggi esiste già un ausilio tecnologico, che se non risolve tutti i problemi strutturali della categoria, può aiutare per quanto riguarda la gestione delle pratiche burocratiche e, di conseguenza, aumentare il tempo da dedicare ai propri assistiti, punto che sta a cuore a molti medici di base.

Dal deficit alla ricchezza digitale: alcune soluzioni sono già presenti

Il covid e il suo sistema di vaccinazioni collegato alla documentazione verde, ha implementato il flusso della trasmissione dati e ha reso evidenti i limiti digitali del TS. Il peso di questa arretratezza è da distribuire tra la mancanza di infrastrutture e mancanza di formazione in tal senso sia della classe professionale sia del cittadino.

In maniera ausiliaria, i medici di base, che sono stati chiamati in prima linea per fronteggiare l’emergenza, possono però avvalersi di un gestionale medico da remoto, esterno ma collegato al sistema TS, come neoPed. Grazie a questo servizio telematico è possibile il disbrigo delle pratiche burocratiche per ogni assistito, l’invio degli esisti di tamponi per il rilascio della certificazione verde e allo stesso tempo snellire il normale flusso di lavoro di uno studio medico di base, mediante gli strumenti di prenotazioni online e la possibilità del teleconsulto su un canale dedicato.

Un sistema destinato ad affermarsi giorno, dopo giorno e che, come deterrente, non ha nemmeno il cosiddetto analfabetismo digitale. Un gestionale così strutturato, grazie alla sua interfaccia utente semplice e intuitiva, accompagna passo passo anche il medico meno avvezzo al digitale, che può sempre contare su un’assistenza tecnica precisa e puntuale.