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Piccoli divieti: i «no» di mamma e papà invogliano ai fast-food

111istock 000004768102xsmallDa piccoli gourmet, da grandi senza pancia. Nascondere le merendine o proibire le patatine fritte non serve. Anzi, nella lotta all`obesità infantile può fare più danni che altro. Lo dicono i pediatri americani del Center for Childhood Obesity Research in Pennsylvania: i “divieti della nonna” fatti propri dai genitori incentivano i bambini alla trasgressione alimentare. La ricetta è l`auto-controllo, in altre parole responsabilizzare fin da piccoli a scegliere il menu più adatto ai loro desideri.
Negli Stati Uniti, dove l`obesità in età pediatrica e non solo, ha ormai le dimensioni di un`epidemia, si sta diffondendo una nuova tendenza educativa. Ne discutono in un editoriale che sarà pubblicato sul Journal of Pediatrics Stephanie Anzman e Leanna Birch. I due medici hanno studiato per oltre 10 anni i comportamenti alimentari di circa200 bambine a cominciare dai 5 anni di età. Risultato: se messe a stecchetto da piccole, le probabilità di essere sovrappeso una volta adolescenti raddoppiavano. Quando infatti mamma e papà dicono “no” a certi alimenti, l`indice di massa corporeo, vale a dire il rapporto tra massa grassa e altezza, lievita. L`esame del profilo psicologico delle ragazzine ha invece svelato che quelle con meno pressioni da parte dei genitori e più autonome nelle scelte corrono meno rischi di ingrassare.
Dalla tavola al fast-food, spiegano i ricercatori, i figli non possono essere seguiti ovunque e “i tentativi di limitare il consumo di alimenti grassi ai bambini con minore auto controllo – spiega Anzman – può indurli a ricercarli di più, aggravando il problema“. Meglio trasformare il pranzo in una piccola scuola di cucina, concludono gli autori dello studio, senza mettere sotto chiave il gusto dei piccoli.

(Fonte: https://salute24.ilsole24ore.com/articles/4626)