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Il diabete infantile, da oggi il Pronto soccorso deve essere pronto alle emergenze.

Quotidianamente si assiste ad un aumento di casi di diabete infantile e spesso il motivo di complicazioni è  dovuto alla carenza dei mezzi per fronteggiare le urgenze. Oggi il Pronto Soccorso sarà più attrezzato.

L’ANSA presenta così la notizia:

“Entro la fine del 2014 le 450 Unità di Pediatria italiane che in varia forma svolgono funzioni di Pronto Soccorso pediatrico saranno più attrezzate per affrontare le urgenze dei bambini con diabete e prevenire le complicanze causate da interventi non tempestivi oppure inadeguati. Il primo ospedale in Italia sarà l’Infantile Regina Margherita della Città della Salute di Torino.

Tutto ciò grazie al protocollo, unico a livello nazionale, per la gestione di queste emergenze che fornisce ai medici dei Pronto Soccorso informazioni precise su quali esami diagnostici eseguire, quali trattamenti mettere in atto, in quale sequenza temporale e in quale quantità, nel momento dell’arrivo del piccolo paziente, in caso di emergenze legate al diabete infantile. Il documento inoltre fornisce indicazioni su quali siano i centri specialistici italiani di riferimento a cui inviare i bambini nelle situazioni più gravi, cosa particolarmente importante dal momento che in tali casi il bambino deve essere trasportato immediatamente presso una struttura specializzata.

“Stiamo lavorando per fare in modo che tutti i Pronto Soccorso siano preparati a gestire le emergenze dei bambini con diabete mellito di tipo 1”, spiega la Dottoressa Ivana Rabbone, coordinatrice del Gruppo di Studio Diabete della SIEDP e specialista in Diabetologia Pediatrica all’ospedale Regina Margherita di Torino. “Questi piccoli pazienti sono circa 15.000 in tutta Italia, di cui circa 1.000 in Piemonte. Il 40% ha vissuto un’emergenza acuta all’esordio e potrebbe affrontarla nuovamente nel corso della propria vita. Queste situazioni si verificano, in particolare, al momento dell’esordio cioè quando viene scoperta la malattia”,conclude la dottoressa Rabbone.”

Fonte www.ansa.it