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Giornata mondiale del sonno o perchè chi dorme prende più pesci

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L’ode al sonno non vuole essere una giustificazione per i pigri, ma un tentativo di far sapere che dormire è un’attività che ci permette di essere altamente attivi. Non è un caso che quel concentrato di energia e vitalità che sono i bambini, quelli che ci stupiscono con la velocità con cui apprendono e crescono, dormono e pure tanto!  

La legge della natura ci dice che ogni comportamento perpetuato si giustifica con l’utilità della sua sopravvivenza. Se molti mammiferi hanno sviluppato una sorta di orologio biologico, responsabile dell’alternanza del ciclo sonno-veglia, è perché questo permette invero il buon svolgimento di tutte le funzioni biologiche, fisiche e non.

L’esigenza di dormire è ben radicata in noi, più precisamente nel Il cervello omeostatico, l’area che ospita il Nucleo Soprachiasmatico, quel ‘sensore’ che, ricevendo direttamente afferenze dalle retine, sincronizza il ritmo circadiano dei mammiferi con il ciclo esterno luce-buio.

Per quanto riguarda quel mammifero particolare che si chiama uomo, sappiamo che al calar della notte, le palpebre diventano pesanti e la stanchezza della giornata fa sembrare il richiamo del letto, come il canto delle sirene per Ulisse. E non per nulla.

Giornata mondiale del sonno

Le fasi del sonno e le loro differenze

Il sonno è diviso in due fasi, egualmente importanti, il sonno NREM che ristora l’organismo, attraverso il ripristino di funzioni biologiche, e il sonno REM, che si occupa d’incamerare nella memoria le esperienze e che regola il benessere o malessere dell’organismo tutti.

I due tipi di sonno sono caratterizzati da risposte fisiche diverse, che possono essere indicate nel dettaglio.

Sonno NREM:

  • Attività EEG con frequenze progressivamente più lente e ampiezza progressivamente crescente, da cui dipende la profondità del sonno
  • Assenza di movimenti oculari
  • Riduzione del tono muscolare
  • Prevalenza del sistema parasimpatico su quello simpatico
  • Diminuzione della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca
  • Respirazione lenta e regolare
  • Incremento dell’attività gastro-intestinale
  • Diminuzione della temperatura corporea
  • Secrezione di ormoni gonadotropi e di ormoni della crescita

Per quanto riguarda il Sonno REM invece:

  • L’attività EEG di questa fase del sonno è desincronizzata con onde di basso voltaggio ed elevata frequenza
  • Presenza di movimenti oculari rapidi
  • Il tono muscolare è inibito attivamente
  • Prevalenza del sistema simpatico su quello parasimpatico
  • Aumento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca;
  • Incremento dell’attività respiratoria
  • Tensione muscolare, come inturgidimento dei capezzoli, della clitoride ed erezione del pene
  • Abbassamento della temperatura corporea
  • Compare l’attività onirica.

Perché i bambini dormono tanto?

A vedere le differenze fisiche e neurologiche che intercorrono tra le due tipologie di sonno si capisce perché dormire è essenziale, a maggior ragione da piccoli.

Si stima che un neonato dorma dalle 15 alle 20 ore, prediligendo sonni brevi ma frequenti, divisi egualmente tra sonno NREM e REM. Così l’organismo assicura al piccolo sia ormoni per la crescita, sia il giusto svolgimento della attività cerebrale e maturazione del sistema nervoso centrale.

E se quest’articolo vi ha fatto venire sonno…bè lo consideriamo un successo per una volta!