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Giornata mondiale consapevolezza autismo

La giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo: perchè deve essere ogni giorno

La consapevolezza non è data per tutti, quindi oggi è una data a cui prestare davvero attenzione. Il 2 Aprile ricorre la Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo. Non c’è necessità di parlare di questo argomento, ce n’è bensì 600.000: tante quante le persone coinvolte, perlomeno in Italia.

Se le nozioni sono utili per orientare le azioni, bisogna definire bene l’autismo, o meglio i Disturbi dello Spettro Autistico (DSA), come dei disturbi del neurosviluppo caratterizzati da deficit comunicativi e comportamentali, le cui cause sono ancora ignote.

Una malattia moderna, il primo a usare il termine autismo è stato Hans Asperger il secolo scorso, che ha però una salienza più che attuale.

Tra ricerca scientifica e progetti sociali d’integrazione, quel che si potrebbe dire sui DSA è sconfinato, ma quello che reputiamo più urgente è divulgare conoscenza sulle principali caratteristiche comportamentali dei soggetti, soprattutto infanti, affetti da autismo. Il motivo è semplice e importante allo stesso tempo: la più importante comprensione dell’autismo passa attraverso la comprensione dei soggetti che vivono questa condizione.

L’autismo è un disturbo dello sviluppo neurologico altamente variabile, ma le caratteristiche, più o meno comuni a tutti i DSA e comunque da valutare caso per caso, sono le seguenti.

Giornata mondiale consapevolezza autismo

L’isolamento autistico

L’isolamento sembra essere identitario del disturbo, per lo meno nella sua formulazione etimologica.
Ogni soggetto autistico sente, in misura diversa, il bisogno di ripararsi dal mondo esterno, percepito come caotico e doloroso, impossibile da gestire e sopportare.

Per Bettelheim, famoso psicanalista austriaco, chiudersi in sé stessi in tenera età altera lo sviluppo psichico del bambino, tanto da segnarlo. Insicuro, fragile e immaturo, e impreparato a gestire e controllare i pensieri, le emozioni e i propri comportamenti, il bambino con DSA potrebbe avere così difficoltà nello sviluppare tutte le sue potenzialità intellettive, sociali e relazionali.

Pensiero e ideazione

I soggetti con sintomi di autismo hanno una gestione emotiva davvero peculiare, in grado da modificare anche le sensazioni e le percezioni e il processo ideativo, che risulta spesso confuso e disorganizzato.

Fortunatamente queste alterazioni psichiche, soprattutto nei bambini, non sono stabili, e sono passibili di miglioramento, addirittura di scomparsa, alla comparsa di un buon grado di serenità.

Disturbi dell’attenzione

I bambini con DSA possono avere difficoltà a focalizzare la propria attenzione su un determinato argomento. Il fenomeno del mind wandering, ovvero la facile propensione a farsi distrarre da stimoli esterni, può provocare importanti disturbi dell’attenzione nelle persone con sintomi di autismo, che spesso non riescono a seguire il pensiero o l’attività del momento, perché coinvolti in emozioni negative come paura, angoscia e sofferenza.

La ricerca dell’immutabilità e dell’ordine

I bambini con DSA ritualizzano, per cercare conforto e stabilità, attività quotidiane secondo delle sequenze rigide e immutabili.

Una strategia per contrastare l’angoscia dell’ignoto e della confusione. Giacché ogni cambiamento e ogni spostamento degli oggetti o delle normali abitudini provoca emozioni infelici, i soggetti con questa problematica tenderanno a impostare una routine davvero rigida, priva di flessibilità di pensiero e di azione.

Sviluppo sociale

Gli individui affetti da autismo presentano, per via dei loro timori e percezioni dell’esterno, difficoltà sociali e faticano a comprendere le convenzioni sociali. Già dall’infanzia, gli autistici mostrano meno attenzione agli stimoli sociali, sorridono e osservano gli altri meno spesso e rispondono meno frequentemente al proprio nome. 

Per questo la relazione con gli alter-ego e gli oggetti è davvero peculiare.

Rapporti con gli altri soggetti

I rapporti dei bambini con sintomi di autismo con gli altri sono difficili, perché improntanti sulla sfiducia e sulla paura.

I bimbi con DSA non si sentono compresi nei loro bisogni e desideri, e sono spesso frustrati da un tipo di relazione di cui non riescono ad essere protagonista, perché costruita su regole e consuetudini che non gli sono proprie.

Rapporto con oggetti

Il bambino con DSA stringe con gli oggetti un rapporto di ‘fiducia’, perché questi accettano, senza obiettare in alcun modo, il loro bisogno di ordine, le loro stereotipie, idiosincrasie ed esternazioni emotive. Non è raro, infatti, che il bambino elegga un ‘oggetto pegno’ che lo aiuta ad affrontare meglio ansia, paura e sconforto.

Comunicazione

Gli individui affetti da autismo hanno difficoltà a sviluppare un linguaggio sufficientemente naturale in grado di soddisfare le proprie esigenze di comunicazione quotidiana. Sembra che anche nell’elaborazione del linguaggio si rispecchino i motivi che determinano l’azione sociale: difficoltà d’immedesimarsi con gli altri e necessità di ordine e regole.

Studi hanno mostrato infatti come i soggetti con DSA siano eccezionali per quanto riguarda ortografia e grammatica, e poco propensi alla comprensione del linguaggio figurativo e più astratto.

I disturbi del sonno

I bambini con DSA soffrono spesso di disturbi del sonno, che posso rendere difficile la vita dei genitori. L’insonnia è causata da una psiche notevolmente disturbata, ma può essere aiutata costruendo attorno al bambino un ambiente sicuro in cui può trascorrere momenti sereni e gioiosi, in cui sono ridotte al minimo le occasioni di ansia e stress.

Chi soffre d’autismo non è solo

Benché nell’ultima legge di bilancio siano stati stanziati 77 milioni, manca la cabina di regia che può distribuire gli aiuti finanziari, davvero risicati, alle regioni al fine di destinarli a iniziative per l’assistenza e l’integrazione dei bambini con DSA.

Ancora una volta, il conforto e l’aiuto pratico arrivano dal basso, da associazioni territoriali e progetti sanitari che vogliono essere di supporto e sostegno a genitori e bambini.

La sinergia e la cooperazione tra pediatra e genitori permette infatti, già in tenera età, di diagnosticare un possibile DSA e d’intervenire con una terapia integrata. Per dirla con le parole di John Dewar dell’Università di La Trobe, autore di numerosi studi sull’autismo: “La diagnosi precoce dell’autismo –– è fondamentale, poiché porta a un accesso utile ai supporti necessari, aumenta la possibilità di partecipazione all’istruzione ordinaria e riduce il livello di aiuto necessario con l’avanzare dell’età del bambino. Speriamo che questo studio possa promuovere l’utilizzo dello strumento diagnostico anche in altri sistemi sanitari nazionali”.

Progetto Tandem: assieme si fa più strada

Tra le tante realtà e associazioni specializzate che si occupano dei DSA, il progetto tandem, per esempio, si prefigge di monitorare costantemente lo sviluppo neurologico di ogni bambino, specie per quanto riguarda l’apprendimento e il comportamento, e di cooperare strettamente con i genitori e per effettuare la diagnosi e per fornirgli gli strumenti necessari per trattare al meglio con i bambini affetti da autismo.

Il progetto Tandem si può pienamente definire come uno studio osservazionale basato sul coinvolgimento diretto delle famiglie, che ha 3 scopi principali.

  • Avere una fotografia dello sviluppo neuroevolutivo del bambino nella normalità, grazie all’analisi dei dati e dell’osservazione diretta.
  • Studiare gli effetti positivi dell’azione dei genitori, nel migliorare le funzioni relazionali e comportamentali dei bambini
  • Incidere sulla prevenzione dei disturbi del comportamento e dell’apprendimento

NeoPed e Progetto Tandem: perché il blu è una missione

Oggi tanti monumenti e palazzi pubblici sono tinti di blu, tinti del colore della consapevolezza sull’autismo. NeoPed e Tandem invece hanno scelto il blu come loro colore istituzionale per un motivo ben preciso: la consapevolezza sull’autismo e le azioni orientate al benessere del bambino e alla sua integrazione devono essere un’ispirazione costante e giornaliera.