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La proteina dello stress

La proteina dello stress? L’ultima ricerca dell’ISS, verso una concezione olistica della medicina

La psicosomatica, che scienza interessante. A metà strada tra medicina e psicologia sembra suggerire che a volte le cause non siano fisiche come i sintomi. Il mal di pancia dei bimbi che non vogliono andare a scuola è molto spesso reale, anche se a scatenarlo sono i rapporti difficili con i compagnetti. Ma se il verso in cui mente e corpo si influenzano fosse bidirezionale, e le cause di disagi psicologiche fossero, anche, organiche e biologiche? E se esistesse una proteina dello stress?

L’attenzione alla salute mentale è quanto mai recente, nel momento che è diventata urgente. Come se prima di una pandemia, che ha che ha limitato la spazialità e il contatto fisico, potessimo essere davvero legittimati a pensare mente e corpo in maniera separata. Ma forse dobbiamo arrivare quanto prima a una concezione della scienza medica in chiave olistica, che non crei distinzioni e gerarchie e che si occupi dell’individuo in tutta la sua complessità.

MECP2, la proteina dello stress

Secondo la ricerca dell’ISS, pubblicata Translational Psychiatry, sarebbe la riduzione nel sangue della proteina MECP2 a favorire l’insorgenza di malattie correlate allo stress. Lo studio si è concentrato soprattutto su persone, specialmente donne, che durante l’infanzia o l’adolescenza hanno vissuto esperienze avverse e psicologicamente provanti.

Una proteina quindi, o meglio la sua mancanza, come un marcatore di suscettibilità allo stress. I ricercatori del Centro di riferimento per le Scienze Comportamentali dell’Iss, indagando su 63 campioni di sangue, provenienti da individui clinicamente sani, hanno osservato come la proteina MECP2, ovvero Methyl-CpG binding protein 2 sia fondamentale per il funzionamento delle cellule nervose.

Proteina dello Stress

La ‘proteina dello stress’ era già nota perché alcune mutazioni del gene che la codifica sono la principale causa della Sindrome di Rett, una malattia neurologica rara, molto grave, che colpisce fin dalla prima infanzia e, anche in questo caso, prevalentemente il genere femminile.

La MECP2 è implicata numerosi processi del neurosviluppo e svolge un ruolo fondamentale nel determinare il grado di affezione individuale rispetto al proprio l’ambiente in cui viviamo e ne suggerisce forse le risposte, soprattutto quelle disadattive, come ansia e depressione. In sintesi sembra che la proteina abbia un ruolo di primissimo piano nello sviluppo di psicopatologie indotte dall’esposizione a eventi stressanti nel corso della vita, specialmente in individui di sesso femminile.

L’iss si augura che la ricerca prosegue, date la possibilità di cure personalizzate che una conoscenza più approfondita dell’argomento potrebbe comportare: “Ulteriori studi finalizzati ad approfondire i meccanismi alla base di questa associazione potranno svelare nuovi bersagli per l’implementazione d’interventi preventivi personalizzati”.